sabato 30 aprile 2011

Antiche feste: BELTANE


Oggi cade la prima delle due importanti feste celtiche: Beltane (fuoco luminoso) o May Eve (Vigilia di Maggio). E' una festa che celebra l'arrivo dell'estate, del sole e dell'abbondanza del raccolto. Nel calendario celtico Beltane corrisponde al primo giorno di primavera, per la civiltà contadina di allora questo significava periodo di abbondanza e prosperità, il Dio dell'Inverno cedeva  finalmente il dominio alla Dea Madre. Come ogni festa celtica che si rispetti, anche Beltane è molto legata agli antichi culti del fuoco: fuoco che brucia, fuoco distruttore, come quello di Samhain (31 ottobre) oppure fuoco come fonte di calore, fuoco che purifica, il fuoco di Beltane. I contadini scendevano in piazza danzando intorno ad enormi falò con lo scopo di richiamare finalmente il sole a scaldare la terra. Veniva portato anche il bestiame vicino ai fuochi accesi dai Druidi, con lo scopo di purificarlo. In ultimo le persone saltavano attraverso i falò, sempre per purificarsi e, a seconda dell'altezza dei salti si traevano auspici sull'abbondanza del prossimo raccolto. Poi, con il capo e il collo ornati di ghirlande di fiori, si ballavano girotondi intorno al “Palo di Maggio”, un alto palo decorato con nastri e fiori simbolo di prosperità, associato da diverse culture a simbolo fallico: il “palo della vitalità” piantato nel ventre di Madre Terra.
Le celebrazioni finivano raccogliendo fiori e passando la notte sotto le stelle con l'amata. Beltane è infatti il periodo del risveglio energetico, del ritorno alla luce, della creatività e dell'amore. I nostri pensieri sono proiettati verso l'esterno.
Questa estroversione stagionale fa di questa un'epoca propizia ai nuovi amori e alle nuove amicizie, o al rafforzamento delle relazioni già esistenti. Negli antichi culti pagani Beltane è legata al risveglio del piacere, il tempo del latte e del miele. La mucca e l'ape sono i simboli della Dea Madre, il ventre fecondo della terra, l'origine della vita.


CELEBRAZIONI - Possiamo festeggiare Beltane piantando un Palo di Maggio in un prato e danzare con i nostri amici, oppure decorare di nastri e fiori un qualsiasi albero. Se i nastri saranno rossi si propizierà l'amore e la fortuna. Oppure si possono accendere due piccoli fuochi, per chi vuole festeggiare in modo “più rituale”. Passeremo in mezzo a questi prestando attenzione alla loro energia purificatrice mentre attraversiamo il loro spazio. Meditiamo sui misteri della fertilità, sia della natura che nostra interiore. Si consumeranno vino, focaccine d'avena, formaggi, miele e dolci, lasciandone sempre una parte per Madre Terra e le sue creature. E poi... buona notte sotto le stelle!


CONCLUSIONI - Queste tradizioni sopravvivono ancor oggi in molte culture contadine. Con l'avvento del Cristianesimo, gli antichi riti celtici furono definiti “pagani”, assumendo una connotazione sempre più sinistra. Le danze intorno al fuoco e al Palo di Maggio assunsero le sembianze di “Sabba delle Streghe” e la figura della Dea Madre fu svilita a vecchia strega rinsecchita. La Chiesa cercò in tutti i modi di debellare l'antica religione, sostituendo queste celebrazioni con festività cattoliche. Fu così che il 30 aprile fu dedicato alla festa di Santa Valpurga, protettrice contro i riti magici e la stregoneria.
Ma il mistero e la magia sono duri a morire e, in Germania, la notte di “Walpurgisnacht” è una notte terribile, associata a forze arcane che tornano a popolare la terra... Ma di questo ve ne parlerò un'altra volta...

martedì 26 aprile 2011

Qualcosa su di me...

Sono Morgana, l'incantatrice delle leggende arturiane, sorella amante di Artu e allieva di Merlino. La mia figura ha origine dalla dea celtica Morgan e sono figlia di Igraine, la madre di Artù. Ancora oggi ho dimora sull'isola incantata di Avalon con le mie nove sorelle e Viviana, la fata del lago.
Con la morte della vecchia religione e l'avvento del Cristianesimo io fui ridotta da dea a ninfa e la mia magia divenne sempre più nera. Nelle leggende arturiane sono fattucchiera, guaritrice, una fata buona o una pericolosa incantatrice. Nelle narrazioni successive, scoprendo di essere la sorellastra di Re Artù per causa di un sortilegio di Merlino, decido di vendicarmi su di lui trasformandomi in Ginevra e concependo con Artù un figlio: Mordred, il cavaliere rinnegato che metterà fine alla vita del grande sovrano.
Posso essere giovane o vecchia, trasformarmi in uccello o donna. Sono fata buona che cura Artù, fui infatti io con le mie ancelle a trasportare il suo cadavere tra le onde fino a condurlo ad Avalon, dove ancora riposa. Alcuni mi dipingono come perfida megera, una strega che tenta di sedurre Lancillotto e rivela il tradimento di Ginevra, altri come fata buona che aiuta Artù a guarire dalle sue ferite.
La fata Morgana, Morgain la fée in francese, è il perfetto archetipo della strega. Nelle opere tardo medioevali, dimenticate le origini semi divine, vengo presentata come una perfida seduttrice, tanto bella quanto malvagia: il prototipo, insomma, della strega aborrita e temuta. Ma io non sono reale, esisto solo nei tuoi sogni, sarai dunque tu a decidere quale aspetto avrò: sorriso di fata o sguardo di strega...


domenica 24 aprile 2011

La terra delle Fate...


Il colle di Glastonbury, in Inghilterra nelle pianure del Somerset, primo baluardo della cristianità, è ora una montagnola di terra con in cima una torre medievale in rovina. Una leggenda vuole che nell'abbazia di Glanstonbury sia sepolto Artù, un'altra che il Santo Graal si trovi in un pozzo qui vicino. Ma questa è leggenda...

Nessuno sa dove sia il santo Graal e Artù riposa ad Avalon, il regno delle fate.
Loro vegliano il suo sonno in attesa del giorno in cui Artù tornerà per proteggere la terra dal male.



Avalon è un'isola magica, dove continuano a vivere le vecchie tradizioni dei celti e dove la Grande dea viene onorata dai druidi e dalle sacerdotesse. Sono proprio queste ultime ad aver nascosto l'isola con una fitta nebbia, rendendo il luogo accessibile solo a chi ha la conoscenza per aprire questo incantesimo. Tanti studiosi hanno cercato di dare una collocazione geografica ad Avalon ma nessuno ne ha mai trovato traccia certa.
Avalon è una terra di pace, sogno e leggenda. Quest'isola fatata è dentro di noi perchè ognuno, nel suo cuore, custodisce una piccola Avalon...