Cari amici, eccomi di ritorno dopo lunga assenza. Sono da voi per festeggiare questa che si può definire la data più importante, con Beltane, del calendario celtico: la notte di Samhain.
Era il primo giorno dell'inverno, il tempo in cui la notte era più lunga del giorno, le ultime mele erano raccolte e l'anno iniziava la sua fase fredda ed oscura. Questo giorno era chiamato anche “Trinoux Samonia” e cioè le “tre notti di fine estate”. Duravano appunto tre giorni i festeggiamenti, la cui serata più importante corrispondeva al nostro 31 ottobre. Era tempo di chiusura per i lavori agricoli, raccolta e immagazzinamento di cibo in vista dei rigori invernali. Ma Samhain è soprattutto il periodo più magico dell'anno, il giorno che non esisteva. Durante la notte la barriera tra i due mondi (aldiquà e aldilà) si fa più sottile, permettendo ai cari defunti di tornare a far visita ai vivi, nei luoghi in cui avevano abitato. I loro parenti si preparano ad accoglierli con gioia e a lasciar loro qualcosa da mangiare in segno di un legame mai spezzato. Come potete leggere il vero spirito di Samhain è molto diverso dalle feste tenebrose che si celebrano nel nostro secolo! La morte e la vita camminano insieme, morte vista come rinascita e continuazione della vita stessa. A Samhain la terra muore, cessando di dare i frutti, ma questo è un ciclo necessario per la rinascita con Beltane. Dato il clima ostile del periodo, non c'erano festeggiamenti pubblici all'aperto, come si è portati a pensare. Solo i Druidi si incontravano nelle radure delle Selve Sacre, dove scorreva più forte l'energia della terra, per festeggiare il nuovo anno. I morti erano più vicini al mondo dei vivi e venivano interrogati dai Druidi stessi per ricavarne profezie. Anche Samhain è, quindi, un momento molto propizio per ogni pratica divinatoria.
Compito dei Druidi era anche quello di accendere il Fuoco Sacro. Danzando tutta la notte attorno al falò che si spegneva si voleva imitare il passaggio dall'estate all'inverno. Al mattino le ceneri ardenti venivano portate nelle case dei contadini per accendere il fuoco domestico, simbolicamente è il sole che si spegne ma che poi è destinato a ritornare nella bella stagione.
La Dea Madre, in questo periodo, esaurisce la sua fertilità si ritira nel riposo lasciando lo scettro al Dio suo compagno. Il confine tra reale e irreale si fa sottile e, in questa notte, anche fate e folletti circolano sulla terra. Non cedete alle loro lusinghe o altrimenti vi trascineranno sulla “collina delle fate” per un intero anno!
E se, passata la mezzanotte, non vi siete ritirati in casa, rischiate di venir travolti da una masnada a cavallo che solca l'aria.
E' Odino che, radunati gli eroi morti in battaglia, si prepara per banchettare con loro nel Valhalla. Ma questo argomento lo approfondiremo un'altra volta... Buon Samhain!


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